Una tesi di laurea incentrata sulle problematiche della compattazione leggera. Una tesi sulla compattazione leggera

Filippo Tortul che lo scorso anno ha conseguito la Laurea in Ingegneria Civile, con la tesi “Tecnologie per la compattazione leggera di terreni e pavimentazioni stradali”. Relatore della tesi è stato il Prof. Ing. Nicola Baldo, dell’Università di Udine, mentre come Correlatore non ha avuto un personaggio accademico, bensì un rappresentante del mondo edile, cioè Alberto Lovo, responsabile per Weber in Italia.

L'argomento verrà ampiamente sviluppato sul numero 57 di MC5.0 Macchine Cantieri, che uscirà nel mese di marzo.

Un tema originale

L’elaborato è stato sviluppato principalmente come una presentazione, o meglio, una breve disamina, delle tecnologie relative alla compattazione dei terreni e dei manti stradali, al fine di creare un documento introduttivo a tale mondo, che nel nostro paese è spesso trascurato o anche totalmente ignorato.

L’interazione tra il mondo accademico e quello industriale

“La preparazione fornita dagli studi universitari”, afferma Tortul, “è innegabilmente buona, ma spesso manca di un reale contatto diretto con il mondo del lavoro, al quale è molte volte difficile avvicinarsi prima del conseguimento del titolo di studio. Io mi reputo molto fortunato ad aver avuto la possibilità di svolgere questo elaborato in così stretta vicinanza ad una ditta (Weber MT) di tali dimensioni, poiché so che è una occasione che rimane invece preclusa a molti altri studenti.

Un rapporto più stretto e diretto tra il mondo universitario e quello del lavoro è quello che spero di vedere in un futuro non molto lontano, in cui al termine della carriera universitaria tutti gli studenti possano avere già una chiara idea di come muoversi all’interno di una realtà che spesso rimane per noi un mistero fino a quando non ci ritroviamo al suo interno”.

Info: Per la compattazione leggera vedi anche il seguente articolo

Uno sguardo all’Italia

Le attrezzature per la piccola compattazione sono poco utilizzate in Italia rispetto al resto dell’Europa. Analizzando i dati di vendita relativi al 2017 messi a disposizione dall’Associazione Europea Produttori Macchine Light-Compacting, di cui fanno parte le maggiori case costruttrici di attrezzature per la compattazione leggera in Europa, tra cui anche Weber, si vede come nel nostro paese vi sia una media di 17 vendite per milione di abitanti, un valore estremamente lontano dalle oltre 300 dei paesi scandinavi o dalle 185 della Germania.

Il commento

“Ciò che cambierebbe radicalmente lo stato delle infrastrutture viarie italiane sarebbe una presa di coscienza, sia da parte delle ditte costruttrici che da parte degli enti competenti, delle necessità relative non solo alla compattazione leggera, ma a tutta la tecnica stradale contemporanea in generale. Nel nostro paese risulterebbe infatti necessario un aggiornamento delle pratiche attualmente utilizzate nei cantieri a nuovi standard costruttivi, peraltro già in uso in molti altri paesi”.

Dott. Filippo Tortul

Le piastre bi-direzionali sono in gran parte dei casi sostituite dai rulli da 15 q uomo-a-bordo, i quali però al giorno d’oggi risultano meno efficienti se confrontati con le piastre vibranti, che riescono, proprio grazie alle loro oscillazioni, ad agire sul terreno in profondità e non solo in un limitato strato superficiale. Senza contare i tanti casi in cui la “compattazione” è affidata a sistemi empirici e pressoché inutili, quali l’utilizzo improprio di benne, o altri mezzi da cantiere, oppure lasciati addirittura aperti al traffico aspettando che questo ne comporti l’addensamento.

“Una delle possibili ragioni per un tale stato delle cose”, riprende Tortul, “è forse l’assenza di una normativa italiana che sviluppi il tema specifico della compattazione leggera, ponendo dei requisiti necessari da rispettare, come avviene per esempio in molti paesi europei, non lasciando quindi queste necessità alla sola sensibilità dei tecnici che troppo spesso purtroppo risultano, anche non colpevolmente, inesperti in materia vista la mancanza di corsi di aggiornamento specifici”.

I benefici

Per quanto concerne gli interventi di riparazione localizzata, in cui si collocano più specificatamente i macchinari per la compattazione leggera, il loro utilizzo corretto e capillare potrebbe rendere più “indolore” gli interventi di sistemazione, localizzata e non, e di posa di cavi o tubature, andando ad uniformare la zona di pavimentazione rifatta a quella precedente, eliminando così il calo di comfort della guida; si avrebbe inoltre un risparmio economico a lungo termine poiché delle riparazioni corrette non comporterebbero una continua necessità di intervento sempre nelle stesse zone.

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