O.MEC progetta tre semirimorchi innovativi per il trasporto delle piattaforme aeree. In collaborazione con FGM. Trasporta da sé. O.MEC

O.MEC ha progettato e realizzato, in collaborazione con FGM, tre semirimorchi innovativi per il trasporto delle proprie piattaforme aeree, un progetto finalizzato a offrire un servizio ancora migliore ai propri clienti.

Si tratta di tre semirimorchi (due fissi e uno allungabile) che rappresentano un unicum per l’Italia.

I tre carrelloni, versatili nell’uso degli spazi e configurabili in base al carico, richiedono poche e sicure operazioni; il che rende più rapido ed efficiente il servizio di consegna. Inoltre, grazie alla loro modularità, sarà possibile fare in meno tempo più trasporti con macchine di differente tipologia. I modelli realizzati sono tre, due FGM37 fissi e un FGM37XS allungabile.

Trasporta da sé. O.MEC trasporto semirimorchi O.MEC FGM
I tre semirimorchi

FGM37 fissi: i punti di forza

1. posizione degli assali (interassi e passi), studiata per distribuire equamente tra assi e ralla il peso dei mezzi. Nei tradizionali semirimorchi hanno una posizione che tende a far scaricare maggiormente il peso dei veicoli trasportati sugli assali stessi. Questo, oltre al non rispetto dei pesi scaricabili sugli assi stessi, comporta un alleggerimento della ralla che incide negativamente sulla sicurezza di circolazione dell’autoarticolato, per la possibile perdita di trazione e aderenza del trattore stradale e, quindi, di stabilità nella zona ralla nel caso di dossi, cunette o in condizioni di strada liscia o bagnata.

2. sistema di buche la cui posizione, distanza e profondità consente di caricare ogni marca e modello di gru 2 assi da 20 a 45 tonnellate e piattaforme semoventi 2 assi fino a 40 metri di sbraccio. La profondità di queste buche è studiata al fine di contenere al massimo le altezze di carico.

3. quattro differenti sistemi per la legatura del carico, che consentono l’utilizzo di catene, cinghie e cavi in acciaio atti a garantire la massima sicurezza di fissaggio del carico e una grande velocità di fissaggio: asole sulla costola laterale del telaio; ganci sotto la costola laterale del telaio; anelli (golfare) inserite a scomparsa sul piano di carico; asole a disegno su richiesta del cliente inserite sul piano di carico.

4. telaio realizzato con acciai Domex 500 e 700 per avere grandi capacità di carico minimizzando la tara. I semirimorchi fissi nonostante la grande quantità di accessori installati hanno una tara di 10.800 kg consentendo di caricare fino a 28.200kg.

5. rivestimento del piano di carico con lamiere alto resistenziali Domex 700 anti piegatura, con inserti antiscivolo studiati per dare il massimo grip.

6. rampe di salita posteriore idrauliche in doppio pezzo dotate di restringitore idraulico e rivestite con grip antiscivolo, per caricare anche carrelli elevatori dalla carreggiata molto stretta

Per quanto riguarda il semirimorchio allungabile FGM37XS, questo possiede due specifiche che gli consentono il trasporto per esempio dell’Ultraboom 1850SJ di JLG, la più alta piattaforma aerea semovente al mondo, e delle gru:

1. la tara di 12.300kg con portata 26.700kg.

2. il sistema di allungamento a trave centrale per caricare tutte le piattaforme aeree 2 assi fino a 58 mt di braccio.

Trasporta da sé. O.MEC trasporto semirimorchi O.MEC FGM
I tre semirimorchi

Il fine che giustifica il mezzo

Il progetto di O.MEC è un unicum nel panorama italiano. A renderlo tale è l’approccio globale al concetto di trasporto, del quale anche la scelta dei trattori costituisce una componente essenziale. Molte le esigenze delle quali si è tenuto conto, in primis la visibilità per il guidatore.

Da qui, la necessità di una cabina più contenuta, ma non tale da pregiudicare la vivibilità di chi è impegnato molte ore alla guida. Altri fattori: il peso del veicolo (tale da incidere il meno possibile sulla massa netta trasportabile), l’affidabilità di esercizio, i bassi consumi ed ele missioni nel rispetto delle normative internazionali ma anche un design in linea con quello dei semirimorchi. Infine, importantissimo, la presenza di una rete di assistenza full time e su tutto il territorio nazionale.

La scelta è quindi caduta su Iveco e lo Stralis 480 Euro 6. Mezzo dalla grande maneggevolezza che, grazie all’eccellente cambio automatico con rapporti molto equilibrati, esprime tutta la sua potenza con estrema dolcezza e sicurezza. Il modello, inoltre, presenta una serie di innovazioni che lo hanno reso nettamente preferibile a quello di altre case costruttrici.

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Semirimorchio allungabile FGM37XS con Ultraboom JLG 1850SJ

Iveco, rispetto la concorrenza che utilizza la più complessa e meno performante tecnologia SCR (urea) e EGR (ricircolo gas di scarico), adotta la sola HI-eSCR, mentre il motore common rail si avvale di una maggiore pressione di polverizzazione (2.200 bar anziché 1.200) che ottimizza la combustione e riduce sensibilmente i PM al suo interno. I vantaggi sono: prestazioni migliori anche a bassi regimi, funzionamento ad iniezioni multiple con più precisione nei tempi e nel dosaggio delle stesse, diminuzione della rumorosità.

Altro elemento innovativo, l’E-VGT, ovvero la nuova turbina a geometria variabile a gestione elettronica che, oltre a un aumento delle prestazioni rispetto al VGT della gamma Euro V, vede un maggior flusso dei gas di scarico al turbocompressore, un minor consumo di carburante e una migliore attività di diagnostica e controllo sul turbocompressore.

In tema di risparmio, vanno segnalate la funzione Ecoswitch e il software Ecofleet. L’attivazione delle prima, abilita il limitatore di velocità da 90 km/h ad 85 km/h, interviene sulla logica del cambio marce con una seconda logica di cambiata, riduce la coppia del motore del 10 – 15 per cento in funzione del peso del veicolo, ovvero del suo carico. Il software Ecofleet è posto all’interno del cambio Eurotronic ed inibisce la funzione semiautomatico del cambio automatizzato. Ne derivano un’ottimizzazione dei giri motore, una maggiore concentrazione sulla guida, un minore stress della catena cinematica e l’assenza di danni.

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Semirimorchio allungabile FGM37XS con Ultraboom JLG 1850SJ

O.MEC consegna tra le 20 e 25 macchine al giorno; un’attività logisticamente complessa (carico, imbragatura, trasporto e scarico) che deve essere svolta in maniera tanto efficiente quanto sicura. Tanto più che ciascun trasporto vede viaggiare macchine che dal punto di vita dell’ingombro hanno caratteristiche diverse.

Da qui l’esigenza di dotarsi di mezzi che liberassero O.MEC dal doversi affidare a trasportatori occasionali, che costringevano i responsabili della logistica a improvvisare delle soluzioni tecniche ad hoc.

Inevitabilmente, la maggior parte di queste sono piattaforme JLG, tra cui l’Ultraboom 1850SJ, proprio per il quale è stato pensato il semirimorchio allungabile; inoltre, per la livrea dei tre elementi è stato scelto l’arancio del brand americano. Da un lato una conferma della stretta partnership tra le due aziende, dall’altro un vero strumento di comunicazione mobile, che renderà altamente riconoscibili e visibili i mezzi sulle strade della nostra penisola.

Trasporta da sé. O.MEC trasporto semirimorchi O.MEC FGM
Da sinistra: Gianfranco Bronzini (O.MEC); Manuel, Simone e Giampiero Marcoccia (FGM)

Un lavoro di squadra

La realizzazione dei semirimorchi è stata affidata alla FGM di Frosinone, azienda della famiglia Marcoccia con 50 anni di esperienza nella costruzione di rimorchi e semirimorchi a pianale ribassato. Si è trattato di una vera sfida, di un lavoro di squadra che per un anno ha impegnato i tecnici delle due aziende nella ricerca dei materiali, simulazioni in 3D e prove sul campo.

Uno dei primi fattori oggetto di analisi, la lunghezza e il carico sugli assi. Tema importantissimo, in quanto la maggior parte dei semirimorchi denunciano (in caso di pioggia o presenza di buche) un’instabilità che può mettere in pericolo la sicurezza stradale. Si è quindi lavorato sui ribassi per non superare le altezze previste dalla legge, sono state studiate le differenti legature in base alle macchine da trasportare, le lamiere con grip per la loro stabilità, i verricelli, l’altezza e larghezza delle rampe posteriori.

Fondamentale la scelta degli acciai; leggeri, alto resistenti e zincati a caldo. Un tema strettamente connesso con la scelta della motrice, che ha richiesto la collaborazione di Iveco al fine di individuare il modello che con il suo peso non pregiudicasse la leggerezza complessiva dei semirimorchi.

Notevole, infine, il lavoro sul design, del quale si apprezza ancor più la qualità con i carrelloni a pieno carico: il bilanciamento tra forma, funzionalità e colori, crea un equilibrio assolutamente unico.

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